Il 31 ottobre 2009 a Varzi, nella Sala polifunzionale della Fondazione San Germano, alle ore 9,30 si terrà il convegno “Un Parco Letterario nelle terre dei Malaspina: opportunità per un turismo di qualità”, organizzato e promosso dalle associazioni Spino Fiorito e Varzi Viva, con il patrocinio del Comune di Varzi, della Provincia di Pavia, della Fondazione Comunitaria della Provincia di Pavia e con il contributo di Intesa San Paolo e della Cantina Torrevilla.
Una nuova opportunità per lo sviluppo del turismo culturale nel territorio dell’Oltrepò Pavese arriva dai Parchi Letterari®, nati dall’esigenza di Stanislao Nievo di preservare storie letterarie e pietre del suo Castello di Colloredo di Montalbano - dove Ippolito Nievo scrisse le Confessioni di un italiano - crollato in seguito al terremoto del 1976 in Friuli. Da qui l’intuizione si è allargata a tutti quei luoghi, fonte d’ispirazione di grandi scrittori, lasciati all’incuria del tempo. I Parchi Letterari® oggi costituiscono la più interessante realtà di turismo culturale italiano che si affaccia all’Europa, rappresentando un’opportunità concreta di sviluppo per le imprese locali.
Valorizzati e promossi dalla Società “Paesaggio Culturale Italiano”, i Parchi Letterari®, patrocinati dall’UNESCO, sono luoghi reali, fisici ma anche “mentali”, nei quali possibile “passeggiare tra le pagine di un libro”, ritrovando figure, atmosfere, narrazioni, legate ai paesaggi che sono stati fonti di ispirazione per grandi poeti e scrittori, e, al contrario dei parchi naturali, non hanno confini.
Il Parco Letterario® può quindi comprendere uno i più luoghi, ruderi, case, interi centri storici, sentieri, vecchie strade dentro o fuori degli agglomerati abitativi, dove l’autore ha vissuto esperienze visive ed emozionali. In tale spazio queste esperienze sono salvaguardate, con attività che stimolano la curiosità e la fantasia.
La rete nazionale dei Parchi conta 20 aderenti, che rappresentano significativi modelli di sviluppo culturale e turistico del territorio.
Presentato nel 2006 dall’Associazione Spino Fiorito, il progetto di un Parco Letterario nelle terre dei Malaspina nasce dalla presenza dei trovatori che soggiornarono alla corte dei marchesi Malaspina tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, quando il centro del loro potere era il temuto castello di Auramala (Oramala). In quel periodo molti poeti che esercitavano la loro attività nelle corti della Francia del Sud abbandonarono le loro terre a causa di eventi drammatici, quali la Crociata contro gli Albigesi e le pressioni espansionistiche del Re di Francia, e attraversarono le Alpi alla volta dell’Italia. Qui trovarono ospitalità presso le corti nobiliari dell’epoca: i Savoia, i Saluzzo, i marchesi di Monferrato, gli Este, i Da Romano… e i Malaspina, che furono tra i primi ad accoglierli. La corte di Auramala godeva di una posizione strategica nell’ambito delle vie di comunicazione del Medioevo, essendo posta sulla strada antichissima, costellata di castelli malaspiniani, che risaliva la Valle Staffora, passava in Val Trebbia attraverso il Brallo, si congiungeva con la via di Piacenza, proseguiva fino a Torriglia e scendeva in Val Bisagno o in Val Lavagna attraverso la Scoffera. Sia i trovatori che percorrevano la via del mare, come fece presumibilmente Raimbaut de Vaqueiras entrando in contatto con l’ambiente comunale e mercantile di Genova e rappresentandolo nel celebre contrasto con la donna genovese (che contiene le prime strofe in un volgare italiano), sia i poeti che seguirono le vie di terra attraversando il Piemonte e venendo in contatto con la corte del Monferrato, trovarono naturale fermarsi ad Auramala; all’epoca del dominio congiunto di Guglielmo e Corrado Malaspina (quel Corrado L’Antico ricordato da Dante nel Purgatorio) il castello si trasformò in una “corte d’amore” ospitando i più celebri trovatori, che ricambiarono la generosità dei marchesi e delle loro figlie rendendoli immortali con le loro canzoni. Tra i poeti più legati alla famiglia ricordiamo ad esempio Aimeric de Peguilhan, che dedicò a Guglielmo Malaspina un meraviglioso compianto dopo la sua morte, o Albertet de Sisteron, nativo di una località vicino a Manosque e, secondo l’antica biografia romanzata, follemente innamorato di una fanciulla di casa Malaspina.Il Parco Letterario nelle terre dei Malaspina comprende il territorio che abbraccia l’Oltrepò Pavese e l’Appennino delle Quattro Province.
Intensa l’attività dell’associazione Spino Fiorito fin dai suoi esordi, dalla conferenza e incontro per la proposta di gemellaggio con il Parco Letterario Dante in Lunigiana (Museo Dantesco di Mulazzo, Castello Malaspina di Fosdinovo) nell’aprile del 2008, alle numerose letture poetiche degli scritti trobadorici e visite guidate sul percorso malaspiniano a Varzi, Sant’Alberto e Oramala, al concorso fotografico dedicato alle scuole dell’Oltrepò, alla mostra di creatività giovanile, anche in collaborazione con enti locali ed associazioni quali Varzi Viva, Amici di Poggio Ferrato, Sassi Neri e Gruppo Marchesi Malaspina di Pregola, Unitre di Godiasco, Rotary Club di Lomellina, Studio Selva, Biblioteca Ricottiana di Voghera, Libreria Ubik di Voghera, Biblioteca Migliora di Rivanazzano, Biblioteca Malaspina di Varzi, Centro Turistico Pernice Rossa di Menconico, Comuni di Varzi e Brallo di Pregola.
L’Associazione Spino Fiorito collabora con il Centro Lunigianese di Studi Danteschi, responsabile del Parco Letterario Dante in Lunigiana®.
Molti nomi di prestigio tra i relatori del convegno:
- Gilda Caiti – Russo, Docente di Lingua e Letteratura occitana all’Università Paul Valéry di Montpellier e autrice del volume “Les troubadours et la cour des Malaspina”,
- Enrica Salvatori, Ricercatore presso il Dipartimento di Medievistica dell’Università di Pisa, fa parte del Gruppo Interuniversitario per la storia dell’Europa mediterranea ed è redattrice della Rivista “Reti Medievali”
- Stanislao de Marsanich, esperto di geopolitica, è stato responsabile per la pianificazione e le relazioni esterne della Fondazione Ippolito Nievo; attualmente è Amministratore unico della Società “Paesaggio culturale italiano”
- Paolo Rizzi, Docente presso la Facoltà di Economia e il Master MUST e Direttore del Laboratorio di Economia Locale (LEL) all’Università Cattolica di Piacenza
- Maddalena Scagnelli, ricercatrice, musicista ed etnomusicologa, si occupa da anni con il gruppo Enerbia della ricerca sulle tradizioni musicali delle Quattro Province
- Maurizio Calì, webmaster, esperto di editoria storica e di organizzazione eventi, è consigliere e Responsabile eventi dell’Associazione Culturale Italia Medievale
- Silvana Garufi, architetto, specializzata in architettura del paesaggio e arte dei giardini storici, opera in qualità di architetto direttore presso la Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Milano; è socio fondatore di R.U.R.A.L.I.A
- Mirco Manuguerra, filosofo spezzino, socio fondatore e Presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi e responsabile del Parco Letterario Dante – Lunigiana storica.
- Guerrino Saviotti, enologo, Direttore dal 1982 della Cantina Torrevilla e vicepresidente della Banca Centropadana di Credito Cooperativo
- Roberto Carlo Delconte, giornalista pubblicista, presidente della Biblioteca Comunale Pier Angelo Soldini di Castelnuovo Scrivia e Responsabile del Centro Studi Matteo Bandello
- Maurizio Merlo, agronomo paesaggista e docente presso l’Istituto Agrario C. Gallini di Voghera
- Daniela Lazzaroni, docente e dirigente scolastico, responsabile di progetti didattici e di ricerca in Provincia di Pavia e in particolare in Oltrepò Pavese
- Concetta Pugliese, Vicepresidente e Responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche del C.E.L.I.T. e tra gli esperti coinvolti nel progetto Terre d’Oltrepò
- Mirella Gobbi, Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Console del Touring Club per Voghera e l’Oltrepò Pavese
L’appuntamento con la storia, la cultura ed una forma innovativa di valorizzazione del territorio e del turismo culturale in Oltrepò è quindi per 31 ottobre, alla Sala polifunzionale della Fondazione San Germano di Varzi, in via Repetti, 12.
Il programma del convegno
Ore 9,30
Saluti del Sindaco di Varzi e delle autorità
Introduzione dell’Assessore al Turismo della Provincia di Pavia prof.ssa Renata Crotti,
del dott. Luigi Panigazzi
e del Presidente di Varzi Viva dott. Luciano Bianchini
Moderatore: Giorgio Macellari
Ore 10,00 PRIMA SESSIONE
Intervengono:
Gilda Caiti – Russo, Docente di Lingua e Letteratura occitana all’Università Paul Valéry di Montpellier e autrice del volume “Les troubadours et la cour des Malaspina”
"I trovatori e la corte dei Malaspina : attori e tempi di un'avventura a lungo trascurata".
Le grandi edizioni omnicomprensive dei "trovatori d'Italia" dell'inizio del XX secolo permettono di provare l'origine italiana di un nutrita schiera di trovatori che scrivono in provenzale, oltre ad argomentare la presenza, nella poesia trobadorica, di un gran numero di riferimenti all'Italia.
Questa documentazione storica, linguistica, letteraria pone già con la sua presenza, la problematica del legame tra una produzione letteraria prestigiosa, ma non autoctona, e il territorio che la produce.
L'attenzione degli studiosi della poesia scritta in Italia nel periodo detto "delle origini", è stata in seguito polarizzata da un lato dalla scuola siciliana, dall'altro dall'Italia nord-occidentale, in particolare dalla marca trevigiana. Se la scuola siciliana costitutisce infatti la prima poesia in una lingua vernacolare italiana, i signori della marca trevigiana, i Da Romano, sarebbero all'origine della trasmissione del patrimonio trobadorico provenzale manoscritto grazie alla commissione di codici di grande importanza.
Fatalmente, la Sicilia e il Nord veneto si collocano cronologicamente e ideologicamente al di là, dopo, la poesia trobadorica. La scuola siciliana rivoluziona la lingua poetica, unifica le tematiche e impone limiti al ruolo politico-sociale del poeta ; il trobadorismo veneto, salvando i classici della poesia d'oc li imprigiona tuttavia nei canzonieri, destinandoli alla lettura e orientandone la ricezione grazie all'apparato critico delle vidas e razos.
Una terza via, a lungo trascurata, perché meno percettibile, è tuttavia possibile nella storia della poesia italiana delle "origini". Quest'altra possibiità ci viene data dalla presenza di una notevole documentazione poetica che rimanda in particolare alla marca malaspiniana e all'Italia nord occidentale. Scopo del mio intervento è dunque presentare questa documentazione ed esporre come lo studio cronologico e letterario di questi testi può cambiare la visione che abbiamo della storia della letteratura a cavallo tra la fine del XIIe secolo e il primo quarto del Duecento.
Enrica Salvatori, Ricercatore presso il Dipartimento di Medievistica dell’Università di Pisa, fa parte del Gruppo Interuniversitario per la storia dell’Europa mediterranea ed è redattrice della Rivista “Reti Medievali”
Storia e società nel corpus trobadorico malaspiniano
Cosa ci raccontano veramente dei Malaspina le canzoni che li nominano? Le fonti storiche sopravvissute li disegnano come feudatari riottosi capaci di organizzare imboscate sulle strade appenniniche, grandi guerrieri e capi militari, nemici della vivace economia e società cittadina; al contrario i trobadori gli si rivolgono come a dei raffinati mecenati che accolgono nei loro castelli i migliore tra gli intellettuali e i poeti del tempo. E' possibile disegnare un quadro univoco e credibile di questa famiglia?
Stanislao de Marsanich, esperto di geopolitica, è stato responsabile per la pianificazione e le relazioni esterne della Fondazione Ippolito Nievo; attualmente è Amministratore unico della Società “Paesaggio culturale italiano”
I Parchi Letterari ® come chiave di lettura del Paesaggio culturale italiano
Paolo Rizzi, Docente presso la Facoltà di Economia e il Master MUST e Direttore del Laboratorio di Economia Locale (LEL) all’Università Cattolica di Piacenza
Cultura e identità per lo sviluppo locale
Maddalena Scagnelli, ricercatrice, musicista ed etnomusicologa, si occupa da anni con il gruppo Enerbia della ricerca sulle tradizioni musicali delle Quattro Province
Il patrimonio musicale dell’Appennino occidentale: l’Antifonario di Bobbio e la tradizione popolare delle Quattro Province
Il territorio montano che costituisce il confine tra le regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Liguria è caratterizzato da una significativa tradizione etno-musicale, sopravvissuta ai mutamenti storici, sociali e amministrative che hanno interessato l'Appennino Nord Occidentale e dotata ancora oggi di un'inesausta vitalità.
Sulle antiche Vie del Sale dell'area chiamata delle "Quattro province ", sono ancora attivi musicisti, cantori, danzatori che mantengono viva questa tradizione musicale e ne fanno una componente fondamentale della propria identità. La vocazione musicale del territorio è antichissima e ha il suo centro a Bobbio, uno dei più importanti siti monastici del medioevo. Dallo scriptorium di Bobbio proviene una serie di straordinaria codici musicali, oggi conservati alla Biblioteca Nazionale di Torino, tra i quali l'Antifonario F.I.4 del XIV secolo.
Maurizio Calì, webmaster, esperto di editoria storica e di organizzazione eventi, è consigliere e Responsabile eventi dell’Associazione Culturale Italia Medievale
“Italia Medievale”. Un progetto da sogno o il sogno di un progetto?
Ore 12: Pausa buffet con prodotti tipici e vini della Cantina Torrevilla
Per chi desidera è possibile partecipare a una visita guidata all’Eremo di Sant’Alberto di Butrio e al castello di Oramala
Ore 15,00 SECONDA SESSIONE
Intervengono:
Silvana Garufi, architetto, specializzata in architettura del paesaggio e arte dei giardini storici, opera in qualità di architetto direttore presso la Soprintendenza ai Beni architettonici e ambientali di Milano; è socio fondatore di R.U.R.A.L.I.A
Architettura rurale e paesaggio
Mirco Manuguerra, filosofo spezzino, socio fondatore e Presidente del Centro Lunigianese di Studi Danteschi e responsabile del Parco Letterario Dante – Lunigiana storica
Il Parco Letterario Dante – Lunigiana storica. Bilancio e prospettive
In conclusione del terzo anno di gestione del Parco Letterario in oggetto è giunto il tempo di tirare le prime somme. Lo ha fatto anche la Fondazione Nievo, che ha finito per cedere la gestione del marchio de "I Parchi Letterari" ad una neo costituita società privata legata anche a "I Viaggi dell'Elefante".
La soluzione che emerge unanime è che senza il catalogo di un primario tour operator fortemente radicato sull'intero territorio nazionale in un target di utenza elevato, il progetto romantico dei Parchi è destinato a scomparire del tutto.
S. Pasquale, E. Pianetta, A. Vicini,ricercatrici dell’Associazione culturale “Spino Fiorito” e responsabili del progetto per un Parco letterario in Oltrepò pavese
Il progetto del Parco Letterario “Poeti d’amore alla corte dei Malaspina”
Guerrino Saviotti, enologo, Direttore dal 1982 della Cantina Torrevilla e vicepresidente della Banca Centropadana di Credito Cooperativo
Le realtà produttive locali e i Parchi Letterari. L’esempio di Torrevilla
Roberto Carlo Delconte, giornalista pubblicista, presidente della Biblioteca Comunale Pier Angelo Soldini di Castelnuovo Scrivia e Responsabile del Centro Studi Matteo Bandello
Centro Studi Matteo Bandello. Storia di un’esperienza e prospettive future
Il Centro Studi Matteo Bandello nasceva negli anni ottanta - con la collaborazione dei Comuni di Castelnuovo Scrivia, Tortona, della Provincia di Alessandria, della Regione Piemonte e dell'Università di Torino - con sede presso la Biblioteca civica di Tortona, con la competente guida del professor Ugo Rozzo. In seguito, dopo alcuni anni di scarsa attività, la sede è stata opportunamente spostata a Castelnuovo Scrivia (mentre la Biblioteca di Tortona conserva il Fondo bandelliano). La finalità del Centro è quella di contribuire a valorizzare la figura del grande novelliere (nato a Castelnuovo Scrivia nel 1484 e morto a Bazens, nella Francia sud-occidentale, nel 1561), e di arricchire l'indagine sulla sua opera e su un periodo tra i più fecondi della nostra storia letteraria e culturale. Attualmente il Centro Studi - di cui il sottoscritto è il responsabile, coadiuvato dalla segretaria prof.ssa Valeria Brunetti - è retto da un Comitato scientifico che si avvale di sette autorevoli italianisti, di cui il professor Giorgio Bàrberi Squarotti è il presidente. Presto - entro il 2010 - sarà pronta la nuova prestigiosa sede del Centro, che consentirà la realizzazione di nuovi progetti.
Maurizio Merlo, agronomo paesaggista e docente presso l’Istituto Agrario C. Gallini di Voghera
Daniela Lazzaroni, docente e dirigente scolastico, responsabile di progetti didattici e di ricerca in Provincia di Pavia e in particolare in Oltrepò Pavese
Natura e cultura d’Oltrepò come opportunità didattica
Concetta Pugliese, Vicepresidente e Responsabile dell’Ufficio Studi e Ricerche del C.E.L.I.T. e tra gli esperti coinvolti nel progetto Terre d’Oltrepò
Il patrimonio culturale come elemento per la costruzione di percorsi di sviluppo sostenibile per i territori montani
Mirella Gobbi, Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Console del Touring Club per Voghera e l’Oltrepò Pavese
L’esperienza del Touring Club nei Parchi letterari
I Parchi Letterari, nati da un’intuizione dello scrittore Stanislao Nievo, sono uno spazio mentale e della memoria prima ancora che fisico. Intendono racchiudere i luoghi dell’ispirazione dei grandi autori della letteratura italiana: le terre in cui sono nati e cresciuti, quelle in cui hanno ambientato le loro opere, gli spazi in cui sono ancora rintracciabili gli elementi della narrazione.
Il Parco si pone quindi il fine di celebrare in modo nuovo e suggestivo il rapporto tra uomo e cultura, in questo caso con la letteratura, offrendo al visitatore una nuova chiave di lettura dell’opera letteraria (organizzazione di eventi speciali, esposizioni,concerti, letture, rappresentazioni teatrali, conferenze, visite guidate e a tema, ecc.), all’interno di un contesto “originale”.
Inoltre intorno al Parco possono nascere, o trovare nuovi incentivi, attività ricettive, enogastronomiche, editoriali, artigianali che si rifacciano alla tradizione locale.
Genesi dell’iniziativa.
Intorno alla metà degli anni novanta Imprenditorialità Giovanile SPA, Fondazione Ippolito Nievo, che ha ideato, costruito e condotto la realizzazione dei Parchi Letterari in Italia, e Touring Club Italiano chiedevano l’appoggio della Comunità Europea per avviare un progetto di creazione dei Parchi letterari nell’Italia meridionale, seguendo l’intuizione dello scrittore Stanislao Nievo relativa alla possibilità di valorizzare i luoghi attraverso il patrimonio letterario locale.
La Commissione Europea Dg XVI approvava il 19 dicembre 1997 la Sovvenzione Globale “I Parchi Letterari”. Filo conduttore era la valorizzazione dell’heritage letterario, come fattore di attrattiva, per sviluppare in senso turistico territori svantaggiati dal punto di vista dei livelli di occupazione e produzione di reddito. Diciassette parchi del Mezzogiorno, ammessi alla Sovvenzione Globale, si trasformano da idee in realtà concrete, a dimostrazione che anche la cultura può diventare un fattore di sviluppo.
L’ attuazione del Progetto, nelle sue fasi di tutoraggio, monitoraggio, valutazione si è chiusa nel 2001 ed ha avuto l’assistenza continua ed il know how costante di Imprenditorialità Giovanile Spa (futura Sviluppo Italia), Fondazione Ippolito Nievo e Touring Club Italiano nei settori di loro competenza, per consentire alla fine della Sovvenzione, una guida autonoma e consapevole dei Parchi Letterari stessi da parte dei soggetti locali.
I 17 Parchi della Sovvenzione Globale UE.
“Lo Cunto de li Cunti”; “Giordano Bruno”; “Horcynus Orca; “Ettore Fieramosca”, “Grazia Deledda”; “Francesco de Sanctis”; “Old Calabria. Norman Douglas e i viaggiatori del Grand Tour”; “Formiche di Puglia”; “Francesco Jovine”; “Carlo Levi”; “L’isola di Arturo”; “Isabella Morra”, “Luigi Pirandello - Nel cerchio del caos; “Salvatore Quasimodo - La terra impareggiabile”; “Leonardo Sciascia - Regalpetra”; “Giuseppe Tomasi di Lampedusa”; “Vesuvio: da Plinio a Leopardi, scritture dalla terra del fuoco”.
Sala polifunzionale della Fondazione San Germano
via Repetti, 12 - Varzi
Per informazioni:
www.spinofiorito.splinder.com -
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333 3418574; 339 2098288; 328 9094024
www.varziviva.net - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - 0383 545061
Rosita Viola
Rosita Viola – Agenzia Promoemozioni
tel. +39 0383 940 664 - mobile +39 349 64 18 980 - info@promoemozioni.biz - www.promoemozioni.biz
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