Al Presidente della Corte d’Appello di ________
Ricorso ex art. 351 c.p.c.
Sez. _____ R.G. N. __________
Ill.mo Sig. Presidente,
l’Avv. _______________, con studio in _______________, Via ____________, n. __, in qualità di procuratore e difensore della____________, in persona del suo legale rappresentante, Sig. ____________, giusta procura speciale posta in calce all’atto di appello notificato in data ______ ed iscritto al Ruolo Generale di codesta Ecc.ma Corte al n. ______
Espone
1. - Il Tribunale Civile di ______________, Sezione ____, nella causa iscritta al R.G.N. ______, avente ad oggetto l’accertamento della risoluzione del contratto di locazione stipulato inter partes per l’inadempimento del conduttore e la conseguente richiesta di risarcimento dei danni, con sentenza n. ______ resa in data ______, munita della formula esecutiva in data _______ e notificata, unitamente all’atto di precetto, in data _______, definitivamente pronunciando, così statuiva:
“ __________”
2. - Con atto di appello notificato in data _____, la ________ impugnava tale Sentenza davanti a codesta Ecc.ma Corte, chiedendo la riforma della stessa e la sospensione dell’efficacia esecutiva, con accoglimento delle seguenti conclusioni:
“ __________”
3. - Gli odierni appellati con atto di pignoramento presso terzi, notificato in data _____ alla ________, hanno iniziato la procedura esecutiva in danno dell’appellante in forza della Sentenza n. _____, impugnata con l’atto di appello sopra richiamato.
Tale procedura esecutiva, volutamente instaurata pur in pendenza della impugnazione proposta dalla_______, così come meglio sarà chiarito nel prosieguo, è diretta unicamente ed, evidentemente, a provocare gravi conseguenze pregiudizievoli in capo alla odierna appellante.
In altri termini, gli effetti negativi dell’intrapresa esecuzione, unitamente ai motivi di appello proposti, sembrano profilare quei “gravi” motivi previsti dall’art. 283 c.p.c. per legittimare una richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza e comunque dell’esecuzione promossa, e che si sostanziano nel c.d. fumus boni juris e nel periculum in mora.
4. - Quanto al primo dei presupposti evidenziati, l’esame dei motivi di gravame proposti dalla ________, potrebbe determinare la configurabilità del fumus di fondatezza degli stessi, legittimante, già di per sé, la richiesta del provvedimento sospensivo oggetto del presente ricorso.
All’uopo riteniamo sufficiente, anche al fine di non tediare l’Ill.mo Sig. Presidente, poter richiamare i motivi di impugnazione della sentenza di primo grado, così come formulati per capi nell’atto di appello, e segnatamente: aa) insussistenza dell’inadempimento del conduttore; bb) non imputabilità del presunto inadempimento al conduttore; cc) insussistenza del presupposto della gravità dell’inadempimento; dd) eccezione di prescrizione dell’azione di risoluzione per inadempimento; ee) erronea e contraddittoria motivazione della sentenza, in ordine al recepimento delle risultanze peritali; ff) erroneità della sentenza nell’individuazione delle voci di danno e nella loro quantificazione; gg) erroneità della sentenza nella liquidazione degli interessi compensativi.
La consistenza delle argomentazioni svolte nell’atto di appello, dalla____________, appaiono poter legittimare, proprio per la configurabilità del fumus di fondatezza, la richiesta di sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza impugnata.
5. - La ricorrenza dell’evidenziato presupposto, renderebbe già di per sé assorbente l’ulteriore indagine circa la sussistenza del periculum in mora. Pur tuttavia, a non dissimili conclusioni si perviene anche volendo considerare tale ulteriore profilo.
L’esame dell’atto di pignoramento presso terzi, notificato in modo del tutto indiscriminato alla __________ sul presupposto di non meglio individuati rapporti di ‘fornitura tra ciascuna di esse società intercorrente e/o comunque per qualsiasi altro rapporto’, rende evidente l’assoluto intento intimidatorio di controparte.
Quest’ultima, infatti, tra i vari mezzi di espropriazione che il nostro ordinamento prevede, ha ritenuto opportuno intraprendere l’esecuzione presso terzi, pur in presenza di un patrimonio immobiliare della ________ atto a garantire più che adeguatamente il presunto credito azionato.
Sicché l’azionato pignoramento, oltre ad arrecare un ingiusto danno alla _______, derivante dalla sussistenza della fondatezza dei motivi di appello, determina un ulteriore maggior danno all’appellante sia in termini economici che di immagine commerciale.
In altri termini, la_______, pur in pendenza di un giudizio di appello che - prima facie - presenta validi elementi per ritenere le doglianze dell’appellante fondate, subisce di fatto (ed ulteriormente subirà), sia quegli effetti negativi, derivanti dall’eventualità di dover approntare, con ogni mezzo, l’ingente somma richiesta nel pignoramento, al fine di evitarne il prosieguo, che il notevole danno di immagine commerciale che l’esecuzione ha già determinato (e comunque determinerà).
In ordine al primo dei suddetti profili di danno, è di tutta evidenza che qualsiasi azienda, nel momento in cui venisse costretta ad approntare tale ingente liquidità, dovrebbe necessariamente ricorrere al credito bancario, garantito dalle proprietà sociali, ovvero ad una pronta (e quanto mai dannosa) liquidazione delle stesse, atteso che non è facilmente immaginabile poter disporre di siffatta liquidità a pronta cassa.
Oltretutto, quand’anche si volesse affrontare tale sacrificio economico, nei termini sopra visti, è altresì evidente che non appare esservi alcuna certezza in ordine alla restituzione, nei medesimi termini, di quanto fosse corrisposto, qualora venisse riconosciuta la fondatezza del gravame proposto, con la conseguente riforma della sentenza di primo grado.
Riforma che, peraltro, potrebbe dar luogo ad un’ulteriore diritto al risarcimento dei danni patiti dalla ___________ in ordine alla ingiusta e lesiva azione esecutiva promossa in suo danno.
Quanto al secondo dei profili considerati, ossia all’ulteriore danno in termini di immagine commerciale, si deve rilevare che il pignoramento presso terzi, spiegato a ‘ventaglio’, non sembra avere, né la finalità di ottenere un più veloce pagamento del presunto credito - se non quella (voluta o non) di effettuare una notevole opera di pressione psicologica sull’esecutato - né di sottintendere ad una maggiore garanzia per il creditore procedente.
Risulta fin troppo evidente, infatti, che tale azione può comportare (e di fatto comporta) un reale travolgimento di quegli ordinari rapporti commerciali e di affidamento bancario che la ___________ intrattiene costantemente con i terzi pignorati, determinando quelle manifeste e nefaste conseguenze, tanto in punto di danno all’immagine sul mercato in cui la stessa società opera da decenni, con estrema correttezza ed affidabilità, quanto in punto di crisi del sistema produttivo con le ovvie ricadute sullo sviluppo aziendale della ___________.
Proprio tali ulteriori aspetti potrebbero indurre (e legittimare), di conseguenza, la delibazione richiesta in ordine alla sospensione dell’efficacia esecutiva della impugnata sentenza.
6. - D’altra parte è bene considerare che un’esecuzione immobiliare, alternativa a quella intrapresa, avrebbe potuto rappresentare un sicuro mezzo, sia per l’acquisizione di una certezza in ordine all’entità dei beni atti a garantire il credito, in pendenza del giudizio di appello, che per il soddisfacimento delle ragioni creditorie all’esito del giudizio medesimo. E senza che si fosse determinato quel conseguente maggior danno di immagine commerciale e di presumibile crisi del sistema produttivo che a tutt’oggi spiega i suoi effetti negativi.
Sicché se è vero che la scelta dei mezzi di espropriazione rimane ovviamente nell’ambito discrezionale del creditore procedente, è altrettanto vero che la relativa esecuzione non può causare quegli ulteriori danni a carico della società esecutata, laddove emerga, oltre a quanto prima osservato in punto di periculum in mora, l’ulteriore ed assorbente presupposto del fumus boni juris di fondatezza dell’appello proposto.
Atto questo, che - devesi ricordare - è stato notificato in pendenza del termine minimale di cui all’art. 480 c.p.c., ben prima, quindi, della scadenza del termine per la proposizione dell’appello medesimo.
Si vuol dire in altri termini che controparte avrebbe potuto e dovuto appurare la fondatezza del gravame proposto, astenendosi, pertanto, dall’iniziare l’illegittima ed ingiusta esecuzione forzata, in ordine alla quale ci si riserva sin d’ora ogni ragione di danno, anche ai sensi dell’art. 96 c.p.c..
Tutto ciò premesso il sottoscritto Avv. ____________, nell’interesse della _____________ e fermo ed impregiudicato ogni altro diritto, azione e ragione
Chiede
che la S.V. Ill.ma ai sensi e per gli effetti dell’art. 351 c.p.c. voglia sospendere con decreto inaudita altera parte l’efficacia esecutiva della Sentenza n. _______, resa dal Tribunale Civile di __________ in data ________, munita della formula esecutiva in data ______ e notificata, unitamente all’atto di precetto, in data _______, e comunque dell’esecuzione intrapresa, ravvisandosi nel caso di specie giusti motivi d’urgenza, fissando al contempo l’udienza ex art. 351, comma terzo, c.p.c., ovvero, in via subordinata, voglia comunque fissare l’udienza dinnanzi al Collegio per la decisione sulla sospensione dell’efficacia esecutiva della richiamata sentenza, prima dell’udienza di comparizione.
__________, lì ________
Avv. _________________
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