plus minus gleich

Tragedia in mare: lettera alle redazioni giornalistiche da parte di un crew member

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Di seguito il testo di una e-mail scritta da una delle tante persone che lavora a bordo delle navi da crociera.

Nel breve testo, che sottoscrivo in pieno, si chiede solo di correggere le molte inesattezze dette dai media (giornalisti all'assalto) e di dare il giusto rispetto e la dignità a coloro che lavorano spesso derisi ed insultati da persone che "pagano e possono fare quello che vogliono".


Spett.le Redazione

scrivo a riguardo della tragedia della Costa Concordia. Non per difendere il comandante (le sue responsabilità verranno accertate dalla magistratura e, spero, sia punito di conseguenza) né per difendere la compagnia Costa Crociere (io lavoro per MSC dal 2007 quindi per la concorrenza) ma solo per chiedere, con rispetto ed umiltà da parte mia, di ridimensionare alcuni dei commenti riguardanti l’accaduto. Ho sentito moltissime interviste, in alcune delle quali ci sono state delle affermazioni inesatte; una per tutte: "i giubbotti di salvataggio avevano le luci non funzionanti”; bene, le luci dei giubbotti si accendono solo ed esclusivamente a contatto con l’acqua, quindi, può ritenersi estremamente fortunato chi non ha visto accendersi la sua. “Chi è imbarcato a Civitavecchia, a poche ore quindi dal naufragio, non ha fatto l’esercitazione di emergenza”: questa pratica è legale dato che, per le normative di sicurezza vigenti, le esercitazioni di emergenza (boat-drill) devono essere fatte entro 24 ore dall’imbarco dei passeggeri. Non si possono poi colpevolizzare alcuni crew-members solo perché di nazionalità asiatica: Costa fa parte del gruppo Carnival, e su tutte le navi di ogni compagnia, la lingua ufficiale è l’inglese. Prima dell’imbarco e durante, tutto l’equipaggio è sottoposto ad addestramento continuo per la gestione dell’emergenza; brutto da dirsi ma, il panico non è facilmente gestibile per nessuno: anche l’equipaggio è fatto da esseri umani e, nonostante gli addestramenti, nei momenti di emergenza vera c’è anche la variabile del comportamento, che non è assolutamente prevedibile. Inoltre, credo fermamente che molti dei membri dell’equipaggio abbiano saputo mantenere la calma e l’equilibrio, se così non fosse stato i superstiti non sarebbero stati così tanti. Sia chiaro, anche una sola vita umana persa è una tragedia, è qualcosa di insopportabile, ma da qui a dare addosso ai ragazzi del crew, soprattutto senza un contraddittorio, ce ne passa. Mi fa male che in nessuna trasmissione sia stato menzionato l’equipaggio in modo positivo, sono state completamente dimenticate o denigrate tutte quelle persone che stanno li sopra per guadagnarsi soldi, futuro e dignità e che, ne sono certa, ce l’hanno messa tutta per svolgere fino alla fine il loro lavoro al meglio.

Spero che questa mail venga presa in considerazione.

Grazie per la Cortese Attenzione.


Distinti saluti,

Serena

 

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